domenica 9 agosto 2009

Condividendo l'ADSL mi metto nei guai?

In Rete si moltiplicano i servizi basati sulla condivisione di risorse di connettività. Si pensi ad esempio a Fonera (www.fon.com/it) che consente di condividere una porzione della propria connessione wireless con gli altri "foneros", ossia utenti che partecipano alla rete di "FON spot". In tal modo in qualunque parte del mondo si trovi in vacanza, il foneros potrà accedere al web gratuitamente sfruttando le connessioni messe a disposizione dagli altri membri della comunità Fonera oppure, nel caso non si faccia parte della comunità, si potrà acquistare a poco prezzo dei codici di accesso (i cosiddetti Pass Fon) alla rete di Fon spot.
Un altro esempio è costituito da Wefi, un software gratuito che, una volta installato, si occupa di cercare gli hotspot più vicini, collegandosi a quello col segnale più potente, e che incoraggia la creazione di liste di "amici" ossia di altri utenti che lo utilizzano, mostrando su una mappa la loro posizione quando si collegano.
Da Fonera a Wefi, in Rete esistono community fondate sulla condivisione di risorse di banda e che permettono ai propri membri di navigare e scaricare qualsiasi cosa...a costo zero!!

Gran bella cosa, direte voi. Certo, bisogna sapere però che non sempre la condivisone di risorse di connettività è legale. Molti contratti tra ISP e utenti finali vietano espressamente la condivisione delle risorse di connettività fornite. Ciò sgnifica che, se si naviga con uno di questi ISP, aprendo il proprio hotspot a un altro utente si inadempisce al contratto stipulato. Quindi se decidete di condividere le vostre risorse di connettività, leggete prima attentamente le condizioni generali di contratto con il vostro ISP.

Inoltre aprire il nostro hotspot nell'ambito di un circuito a pagamento o comunque in cambio di un'altra utilità rischia di trasformarci agli occhi dell'Autorità in un ISP. Con tutte le relative conseguenze sul piano legale...

Un'altra importante conseguenza derivante dalla condivisione delle risorse di connettività sta nel fatto che sulla base dell'attuale disciplina relativa a internet, l'imputazione di una condotta realizzata nel cyberspazio viene effettuata sulla base dell'indirizzo IP attraverso cui la condotta è stata posta in essere. Ciò significa che se colui che usa le vostre risorse di connettività e, dunque, il vostro IP, fa qualche mascalzonata in Rete (ad esempio immettendo in Rete immagini pedopornografiche o testi dal contenuto diffamatorio oppure condividendo P2P video o musica protetti dal diritto d'autore), lascerà dietro di sè tracce che condurranno a voi, non a lui, e alle sei di mattino la polizia verrà a bussare alla porta di casa vostra. Hai voglia poi a convincerle gli investigatori che l'autore della mascalzonata non siete voi ma il vostro vicino di casa o, peggio, una persona che neppure conoscete ma che appartiene a un circuito che ha per oggetto la condivisione di risorse di connettività...