giovedì 25 dicembre 2008

Laser blu contro laser rosso: il nuovo rivale del Blu-ray

La tecnologia BluRay se pur in alta definizione è troppo costosa. Proprio per questo motivo ancora oggi non sono commercializzati lettori a buon prezzo.
Ritorna così alla ribalta il DVD con laser rosso, un nuovo formato creato dalla DreamStream. Si chiama Royal Digital Media e conta su molti punti di forza:
1.
Permette di memorizzare una quantità enorme di dati (100Gb!!) in un singolo supporto
2.
Utilizzando il laser rosso come i noti e classici DVD, il nuovo formato potrà essere supportato dall’attuale generazione di lettori ottici (quindi niente bisogno di rivoluzionare gli impianti!) con costi minimi: per rendere gli attuali dispositivi compatibili con la nuova tecnologia RDM basterà un semplice aggiornamento del firmware
3.
Dispone di una protezione crittografica a 2048 bit: non bruscolini, ma crittografie di stampo militare!
4.
Supporta una risoluzione FullHD di 1920p contro i 1080p dell'attuale BluRay

I primi player RDM saranno sul mercato nel 2009.
Paradossalmente il nuovo standard potrebbe faticare ad imporsi nonostante tutti i punti di forza sopra elencati proprio a causa del fatto che per leggere i supporti prodotti con la nuova tecnologia
non saranno necessari acquisti di ulteriori lettori. Le grosse aziende costruttrici difficilmente appoggeranno uno standard che non impone aggiornamenti di hardware! Vedremo…

I notebook e il problema dell'autonomia della batteria

Il problema più grande che devono affrontare tutti i possessori di notebook è sicuramente l’autonomia della batteria. Nonostante negli ultimi 10 anni i progressi compiuti dai computer portatili sia stato enorme - si sono trasformati da dispositivi ingombranti, pesanti e dal prezzo pari a quello di un’automobile in strumenti piccoli, sottili, leggeri e dai costi decisamente abbordabili per tutte le tasche -, il problema dell’autonomia della batteria è rimasto.
L’autonomia media di un portatile è di 3 o 4 ore, grasso che cola se vengono raggiunte le 4/5 ore.
Tuttavia la crescente potenza delle macchine e le dimensioni degli schermi sempre più grandi hanno trasformato i notebook in dispositivi assettati di energia. I modelli di batteria agli ioni di litio ad alta capacità coi quali si pensava di risolvere il problema hanno avuto in realtà la stessa efficacia che avrebbe una goccia d’acqua su una persona che vaga nel deserto senza bere da una settimana.
Poiché la necessità aguzza l’ingegno, per risolvere il problema della scarsa durata della batteria sono stati inventati tanti stratagemmi, come la batteria di scorta o l’alimentatore per automobile. Le Ferrovie dello Stato hanno inserito prese di corrente sui treni delle tratte principali a lunga percorrenza proprio per permettere agli utenti che passano molto tempo in viaggio di poter usare il portatile durante il lungo tragitto.

Ma che cosa sta facendo la ricerca tecnologica per fornire maggiore autonomia ai portatili? Si sta muovendo in direzione dell’utilizzo di nuovi componenti a basso consumo energetico: schermi a LED, dischi SSD a memoria flash, processori Ultra Low Voltage

Schermi con tecnologia al LED
Si tratta di schermi che, rispetto ai classici modelli a cristalli liquidi a matrice attiva TFT, sono più luminosi e consumano di meno: si parla di un risparmio energetico di circa il 10%. Nell’arco di poco tempo il prezzo di questo tipo di schermi è sceso a tal punto che, mentre fino a un anno fa si trovavano solo su notebook di fascia alta, oggi invece ne sono dotati perfino i netbook a basso costo (ad esempio il netbook da 300 euro Wind U100 di MSI). Si prevede che a partire dall’anno prossimo tutti i portatili utilizzeranno questa tecnologia

Disco fisso flash
L’adozione di questo tipo di dischi consente di aumentare la durata della batteria di quasi il 10%. Senza contare che si tratta di dischi decisamente più affidabili, resistenti e veloci dei loro ‘parenti’ meccanici. Ma allora perché non vengono montati di serie su tutti i portatili? Il problema è il prezzo. I dischi SSD costano molto di più rispetto ai classici dischi meccanici. Per cercare di ridurre i costi, le case produttrici impiegano dischi di piccolo taglio, però così alla fine i notebook che montano questo tipo di dischi finiscono per offrire meno della metà dello spazio che hanno i corrispondenti modelli dotati del classico disco meccanico. Anche se rispetto all’inizio dell’anno i prezzi dei dischi SSD sono in forte calo, almeno per i prossimi mesi il loro costo continuerà ad essere molto più alto rispetto ai dischi tradizionali. Quindi, salvo sorprese dell’ultima ora, non è per il momento ipotizzabile per l’anno venturo un cambio di tecnologia con il passaggio massiccio dei portatili dal classico disco meccanico al disco SSD

Processore
L’utilizzo di una CPU Ultra Low Voltage e di una scheda video integrata permette un risparmio energetico del 10%. Attualmente il processore Intel Centrino Core 2 Duo Ultra Low Voltage di ultima generazione con sistema video integrato GM45 è come il cacio sui maccheroni per tutti i produttori che puntano a ridurre al massimo i consumi: guai a chi glielo tocca.
Peccato per la scheda video dedicata, ma la rinuncia ad essa è assolutamente necessaria se si vuole aumentare l’autonomia del portatile: la scheda video dedicata è infatti la bestia nera della batteria. Particolare attenzione infine viene riservata al BIOS e quindi alle impostazioni di base della macchina che vengono ottimizzate per ridurre al massimo i consumi

Windows 3.1 addio

Dallo scorso primo novembre sulle panchine dei giardini pubblici di Redmond è possibile incontrare un pensionato in più: Windows 3.1
Dal primo novembre infatti Microsoft ha cessato la vendita delle relative licenze. Molti di voi leggendo questa notizia probabilmente cadranno dal pero, non essendo neppure a conoscenza che, nonostante i 18 anni trascorsi dal lancio, Windows 3.1 fosse ancora in commercio.
Chi ha almeno 15 anni di esperienza e conoscenza approfondita dei sistemi operativi Microsoft, si ricorderà sicuramente di Windows 3.1 . Questo sistema operativo aveva esordito nel lontano 1990 ed era stato il primo prodotto di casa Microsoft ad offrire un’interfaccia grafica a finestre anziché a riga di comando e a supportare la funzionalità multitask (grazie alla quale è possibile gestire l’esecuzione di più applicazioni contemporaneamente). L'ultimo aggiornamento a Windows 3.x risale al 1994, poi nel 1995 era stato sostituito nel mercato dei pc da Windows 95. Microsoft ne aveva sospeso l’assistenza tecnica nel 2001 ma nonostante ciò aveva continuato a venderne le licenze. Per tutto questo tempo infatti Windows 3.1 è stato impiegato come sistema operativo dedicato, invisibile all’utente, in una serie di apparecchiature come bancomat, distributori automatici, registratori di cassa e biglietterie elettroniche, terminali operativi di aereoporti, aziende…Insomma dovunque fossero presenti console dalla bassa potenza operativa che necessitano comunque di un ambiente operativo grafico, minimale e stabile.
Il suo punto di forza? L'esterma leggerezza. Appena 7 MB di spazio necessario su disco, processori da 10 Mhz anche ad 8 bit e 640 Kb di ram. In pratica l’opposto del suo pronipote: Vista

Pianeta lotto

Il generale Henry Heth nel luglio 1863 durante la battaglia di Gettysburg era alla guida di una divisione confederata. Se qualche giorno prima non si fosse attardato ad acquistare un cappello nuovo non avrebbe potuto raccontare ai nipoti di aver partecipato alla più sanguinosa battaglia della Guerra di Secessione. Nel corso della battaglia infatti fu colpito alla testa da un proiettile e se non ci rimase secco stecchito fu proprio grazie al cappello nuovo che aveva acquistato qualche giorno prima. Per errore ne aveva comprato uno troppo largo per la sua testa e così l’aveva imbottito con della carta che deviò il proiettile. Heth se la cavò con una ferita superficiale. Considerato il colpo ricevuto, è proprio il caso di parlare di ‘colpo’di…fortuna!
Se fosse stato amico mio gli avrei certamente consigliato di visitare il seguente sito:
www.pianetalotto.it

Con la sua fortuna, magari avrebbe potuto fare un altro tipo di colpo, anzi un colpaccio!
Questo sito ce la mette tutta per farlo fare. Si tratta di un portale dove gli appassionati possono trovare informazioni e compagni di puntate. Un’interfaccia grafica ordinata e una homepage con molti spunti interessanti. Al centro della pagina l’elenco delle ultime estrazioni e, nella tabella subito accanto, le ultime uscite della Ruota Nazionale, del Superenalotto, del Totocalcio, del Totip, del Tris e del Big Match. Nella parte di sinistra, la tabella con le uscite dei numeri del lotto stranieri. Il sito mette a disposizione molti strumenti: un ampio forum dove scambiarsi schemi, opinioni e previsioni; un motore di ricerca sulle ‘smorfie’ dove basta inserire una parola e si ritrova il numero ad essa associato; il servizio di newsletter,utile per essere sempre aggiornati sulle estrazioni. Viene offerta anche la possibilità di abbonarsi a un servizio sms che permette di ricevere un sms dopo ogni estrazione

mercoledì 24 dicembre 2008

I 20 virus informatici che hanno fatto la storia

Trend Micro, una delle società più note a livello internazionale nell'ambito del mercato delle soluzioni per la sicurezza IT, ha spento proprio in questi giorni le venti candeline. È stata fondata infatti nel 1988 a Los Angeles, in California e come molte società d'informatica degli Anni Ottanta, ha iniziato la sua attività in un piccolo ufficio improvvisato.
Altri tempi: all'epoca erano noti solo 5 virus informatici in tutto il mondo e lo scenario della sicurezza era appena delineato. In vent'anni di attività, di virus Trend Micro ne ha visti passare... Anzi, ne ha intercettati.
In occasione del ventennale della sua fondazione, ha voluto tracciare l'evoluzione del panorama delle minacce informatiche indicando quali, secondo lei, sono stati i 20 virus che hanno fatto la storia.
Eccoli di seguito.
1 CREEPER (1971)L'antenato.
Il primo programma worm della storia, creato su un computer DEC 10 con sistema operativo TOPS Ten. “Prendimi se riesci” era il messaggio che faceva apparire sui monitor degli utenti collegati alla rete Arpanet. Siamo nell’era 'preistorica' di Internet.
2 ELK CLONER (1985)Il liceale burlone.
E’ il primo virus per pc. Creato su Apple IIe da un alunno del primo anno di liceo, si diffondeva tramite floppy disk. Quando il virus veniva caricato per la cinquantesima volta compariva una poesia scherzosa il cui verso recitava “Mi appiccicherò a te come una colla”.
3 THE INTERNET WORM (1985)L'universitario spaccone.
Fu uno dei primi computer worm diffusi via Internet. Scritto da uno studente della Cornell University, causò il blocco della Rete. L’autore lo creò con l’intento di misurare la capacità di Internet.
4 PAKISTANI BRAIN (1988)L'influenza pakistana.
Scritto da due fratelli pakistani, fu il primo virus a infettare il PC IBM. Fu anche il primo virus di cui parlarono ampiamente i media. Infatti fu proprio la rivista americana Business Week a soprannominarlo 'Pakistani flu'. I due fratelli dichiararono di aver creato il virus per colpire coloro che volevano violare il loro software medico.
5 STONED (1989)Lo sballato.
Fu l’esemplare a maggiore diffusione nei primi dieci anni di esistenza dei virus. Stoned colpiva il settore boot e quando il computer infetto veniva avviato compariva la frase “Your computer is now stoned”.
6 JERUSALEM FAMILY (1990)Il superstizioso.
Questa famiglia riunisce circa 50 varianti dello stesso virus provenienti con ogni probabilità dalla Università di Gerusalemme. Il programma conteneva payload distruttivo progettato per attivarsi ogni anno in data venerdì 13.
7 DARK AVENGER MUTATION ENGINE (1990)Il polimorfo.
Creato nel 1988 ma utilizzato per la prima volta agli inizi degli Anni ‘90 in virus quali Pogue e Coffeshop. Questo mutation engine fu il primo vero esempio di polimorfismo a essere attivato in-the-wild, modificando definitivamente il modo di scrivere virus.
8 MICHELANGELO (1992)L'artista.
Si tratta di una variante di Stoned dotata di payload distruttivo. Programmato per attivarsi solo il 6 marzo di ogni anno, data di nascita del grande artista rinascimentale. Alla sua comparsa, il 6 marzo 1992, questo virus cancellò i primi 100 settori degli hard disk colpiti, rendendoli così inutilizzabili.
9 WORLD CONCEPT (1995)Il dimostrativo.
Primo virus in-the-wild per macro di Microsoft Word, provvedeva a far apparire la frase “That’s enough to prove my point”. Questo virus ha rappresentato l’inizio della seconda era dei virus per computer, il cui sviluppo diveniva ora possibile anche da parte di hacker non particolarmente competenti.
10 CIH/CHERNOBYL (1998)Il radioattivo.
Il virus Chernobyl fu quello più distruttivo rispetto a quanto visto sino a quel momento. Programmato per sferrare l’attacco il 26 aprile (data in cui avvenne il disastroso incidente nella nota centrale nucleare russa) oppure il 26 di ogni mese (a seconda della variante del virus utilizzata), era in grado di cancellare l’hard disk e di azzerare la memoria flash del computer coinvolto.
11 MELISSA (1999)La ballerina spogliarellista.
Diffondendosi via e-mail, ha segnato l’inizio dell’era dei virus Internet. Nonostante Melissa non fosse distruttivo, aveva la fastidiosa capacità di replicarsi e riempire caselle e-mail ovunque si diffondesse, facendo collassare i sistemi. Melissa era il nome di una lap dancer conosciuta dall’autore prima di creare il virus.
12 LOVEBUG (2001)Cupido.
Noto anche con il nome di LoveLetter è il worm più noto di tutta la storia informatica, trasmesso sfruttando semplicemente la tecnica del social engineering, ossia, facendo leva, in questo caso, sulla curiosità umana nell’aprire una presunta lettera d’amore ricevuta via mail da una persona più o meno conosciuta.
13 CODE RED (2001)Il caffeinomane.
Prese il nome da una nota bevanda ad alto contenuto di caffeina; questo virus si diffondeva nelle reti senza ricorrere a e-mail o pagine Web. Localizzava i computer vulnerabili infettandoli tutti con le sue sole forze.
14 NIMDA (2001)Il coltellino svizzero.
Questo virus multifunzione si guadagnò questo soprannome perché utilizzava i buffer overflow, le e-mail, le condivisioni di rete e altri dieci modi per entrare in una rete.
15 BAGEL/NETSKY (2004)I duellanti.
Questi due virus erano progettati per mettere in scena una finta competizione o guerra fra loro. Con centinaia di versioni ciascuno, e facendo leva su diverse tecnologie che ebbero più o meno successo a seconda dei casi, questi due worm fecero notizia per un anno intero.
16 BOTNET (2004)L'esercito zombie.
Guerrieri zombie di Internet in grado di fornire ai cybercriminali una collezione infinita di computer infetti per essere poi riconfigurati in reti mirate a diffondere spam, infettare nuovi bersagli e sottrarre dati.
17 ZOTOB (2005)Il media killer.
Questo worm colpiva solo sistemi Windows 2000 privi di patch, ma fu modificato per riuscire a colpire anche diversi e importanti siti di informazione fra cui CNN e New York Times.
18 ROOTKIT (2005)Gli invisibili.
Sono diventati tra gli strumenti nascosti più diffusi nel mondo del codice pericoloso. Vengono utilizzati per rendere invisibile altro malware in grado di danneggiare il sistema operativo.
19 STORM WORM (2007)Che tempo fa.
Incominciò a diffondersi in Europa e Stati Uniti attraverso un messaggio e-mail il cui soggetto faceva riferimento a un disastro provocato dal maltempo in Europa. Il virus si moltiplicò migliaia di volte fino a creare la rete botnet più grande al mondo. A un certo punto si è calcolato che i computer infettati fossero oltre 15 milioni, tutti sotto il controllo della criminalità sommersa.
20 ITALIAN JOB (2007)Spaghetti connection.
Più che un unico esemplare di malware, Italian Job fu un vero e proprio attacco coordinato basato su un toolkit pre-pacchettizzato noto come MPACK. Nel mese di giugno riuscì a colpire e violare oltre diecimila siti Web italiani, perlopiù del settore turistico, trasformandoli in vettori di diffusione di malware per la sottrazione di dati.

Google Zeitgeist 2008, ovvero i termini più cercati dagli italiani

Come ogni fine anno, la redazione di Google ha rilasciato l’elenco nel quale sono raccolti tutti i termini più popolari e più ricercati sul suo motore di ricerca nel corso dell’anno che sta finendo. Questo elenco si chiama Zeitgeist, il termine è di origine tedesca e letteralmente significa “spirito dei tempi”. Si chiama così perché attraverso l’andamento delle parole più ricercate sul suo motore, Google permette di scoprire lo spirito di un’epoca.

Google mette a disposizione vari strumenti per fornire una panoramica globale, regionale, storica e attuale delle tendenze di ricerca
Per gli italiani i risultati hanno rivelato una particolare attenzione verso alcuni eventi internazionali come le Olimpiadi di Pechino o la figura di Obama. Alcuni termini poi hanno evidenziato come in cima alla lista delle loro preoccupazioni rimangano i soliti temi: lavoro, casa e istruzione
Ricerche più popolari in Italia
1.youtube
2.roma
3.lavoro
4.casa
5.sardegna
6.uomini e donne
7.iphone
8.istruzione
9.elezioni
10.dieta

Per maggiori informazioni consultate la pagina
http://www.google.it/press/zeitgeist/

5 regole di buonsenso fornite dalla Polizia di Stato per comprare su Internet in sicurezza

Acquistare in internet vuol dire comodità, risparmio e divertimento. Molto spesso però purtroppo significa anche: rogne. In realtà acquistare online in modo sicuro e senza perdere il piacere dello shopping si può. E non ci vuole neppure tanto. Bastano poche e semplici regole.
La Polizia Postale assieme a eBay, il primo sito di commercio elettronico in Italia, ha promosso la
campagna "Buonsenso in tutti i sensi" (http://www.compraconbuonsenso.it/) in cui vengono spiegate le principali regole per fare acquisti sicuri su internet.
Eccole:
1.
Prima di acquistare controllare sempre e con attenzione la descrizione e le condizioni di spedizione e consegna. Scegliere sempre metodi di spedizione tracciabili. Se dei dettagli sull’oggetto non sono illustrati bene, prima di fare l’acquisto contattare il venditore. Per legge, è possibile recedere da un contratto di acquisto online entro 10 giorni dalla ricezione della merce. Importante: acquistare evendere oggetti contraffatti è un reato

2.
Scegliere con attenzione la propria password e non comunicarla mai a nessuno. Utilzzare almeno otto caratteri, con una combinazione dilettere, numeri e caratteri speciali. Non usare parole o termini facili da indovinare. Non riutilizzare la stessa password per siti o servizi diversi

3.
Scegliere sempre metodi di pagamento sicuri come PayPal, il bonifico bancario, il conto corrente postale, il contrassegno o i servizi di deposito a garanzia. Per pagare i propri acquisti online evitare invece di ricaricare la carta prepagata di sconosciuti o di utilizzare servizi di trasferimento contanti come Western Union o Moneygram perché sono poco sicuri

4.
Esaminare i feedback sulla serietà del venditore. In caso di venditori professionali, assicurarsi che informazioni comeidentità e indirizzo, condizione di garanzia, diritto di recesso e di ripensamento siano chiare e facilmente reperibili

5.
Diffidare delle email che richiedono di fornire dati riservati, password o informazioni sulla carta di credito, attarverso link. Le aziende serie non richiedono mai queste informazioni via email