giovedì 15 settembre 2011

Excel, eliminare righe vuote in modo facile (No Macro/VB)

Dovete cancellare righe vuote o parzialmente vuote in una tabella Excel?

C'è un modo molto semplice: basta ordinarle! Ordinando le righe, quelle”vuote” finiranno in fondo.

Una domanda però sorge spontanea: ma l’ordine iniziale lo perdo? Per ovviare a questo inconveniente ecco un'altra semplice indicazione: basta creare una colonna “ordine” contenente numeri in ordine sequenziale ossia 1, 2, 3, 4 etc che vi servirà alla fine a rimettere le righe nel giusto ordine (in pratica: inserire nella prima riga della colonna creata il numero uno e nella seconda il numero due. Poi selezionate entrambe le celle appena riempite e, tramite trascinamento, create velocemente un numero d’ordine).

Dopo aver creato la colonna contenente il numero d’ordine usate il comando di ordinamento che vi permette di avere in cima o in fondo tutte le righe vuote e quindi cancellabili in un colpo solo.

Per rimettere l’ordine di partenza basta riordinare il tutto per la colonna contenente il numero d’ordine.

giovedì 25 agosto 2011

Dan Kaminsky: N00ter contro gli ISP truffaldini

Si chiama N00ter ed è il nuovo strumento presentato pochi giorni fa alla conferenza Black Hat di Las Vegas da Dan Kaminsky, il ricercatore già salito agli onori della cronaca tempo fa per aver scoperto una delle vulnerabilità più grandi dell’intera Rete conosciuta come DNS poisonning. Si tratta di un programma gratuito per analizzare il comportamento degli ISP e individuare eventuali comportamenti scorretti che mettono a repentaglio la neutralità della Rete.

Il ragionamento di Dan Kaminsky, è molto semplice: l'utente, una volta pagato l'abbonamento internet, dovrebbe avere accesso alle stesse prestazioni qualsiasi cosa faccia con la rete, a prescindere che se ne stia tutto il giorno attaccato a YouTube, usi programmi P2P o si limiti alla chat su Skype. A meno che non sia stato avvisato al momento di sottoscrivere il contratto. Alcuni provider invece "filtrano" il traffico, dando ad alcuni siti o servizi una corsia preferenziale (ossia più veloce) e rallentandone altri. Molti provider giustificano il filtro di questo tipo di traffico con la scusa che, per garantire un utilizzo “saggio” della banda a disposizione, alcune azioni non possono avere la stessa priorità di altre in quanto influiscono maggiormente. Tra queste ovviamente lo scambio di file e la visualizzazione di video. Legittimo o no, non dovrebbero essere gli ISP a decidere. “Sono le piccole differenze che mi preoccupano. Bing è 50 millisecondi più lento di Google. È colpa dell'ISP e del milione di altre cose che potrebbero rallentarlo", spiega infatti Kaminsky, ricordandoci che il problema non riguarda solo il P2P. Un ISP potrebbe rallentare un sito o un servizio in favore di un altro per qualsiasi ragione.

Grazie a N00ter l’utente può vedere se ci sono rallentamenti artificiali imposti dal provider e denunciarli in quanto spesso accade che siano imposti in maniera illegittima.
"Sto solo avvisando gli ISP di non fare nulla che non vorrebbero vedere sulla prima pagina di un giornale", precisa Dan Kaminsky. In altre parole: che filtrino pure, ma che lo dicano ai propri clienti.

Un balzo in avanti per i diritti e la trasparenza degli utenti.

mercoledì 24 agosto 2011

Quando il pc è infetto, si manifestano sempre dei sintomi?

In base ad una recente indagine di G Data, quasi tutti gli utenti di Internet (una percentuale bulgara: il 93 percento) del mondo sono convinti che tutti i programmi dannosi si rendano in qualche modo visibili nel PC infettato, generalmente non facendolo più funzionare o rallentandolo oppure visualizzando popup strani.

Una volta in effetti era così perchè i virus venivano scritti da sviluppatori che con il codice dannoso volevano dimostrare le loro capacità tecniche. Oggigiorno però i virus non vengono più scritti da pirati solitari alla ricerca di pubblicità per il loro virtuosismo tecnico ma da criminali molto esperti con un unico obiettivo: guadagnare tanto, tanto, tanto. Quanto? Più denaro possibile.

Sul mercato nero online un malware ben programmato può fare per il suo autore la stessa fortuna che per un operaio rappresenta la vincita al supernalotto. Un malware di solito viene concepito per inserire il pc infettato in una rete di bot. Si tratta di reti underground che vengono utilizzate per il lancio di attacchi DDoS, per l'invio di spam o la diffusione dei virus. Gli sviluppatori e gli amministratori di queste reti mettono a disposizione le proprie conoscenze e servizi in forum specializzati. Qui cybercriminali si incontrano, parlano, si scambiano conoscenze e segreti, altri acquistano prestazioni o codici dannosi, come ad esempio l'attacco al sito Web di una determinata impresa o l'avvio di un'azione di spam di massa. Credevate che per eseguire queste operazioni, bisognasse disporre di chissà quali conoscenze tecniche? Nient’affatto, basta acquistare un pacchetto all-inclusive in vendita su una di queste reti!!

Pertanto, gli sviluppatori e gli amministratori delle reti di bot hanno tutto l’interesse a rendere la propria rete più grande possibile. Ogni PC scollegato, ad esempio perchè viene scoperta ed eliminata l'infezione presente, costituisce per questi cybercriminali una perdita economica. Questo gli autori di virus lo sanno, così quando scrivono il loro malware stanno bene attenti a che il programma dannoso sia più difficilmente individuabile possibile. Altro che crash del pc, rallentamenti, finestre di popup strane o altri sintomi rivelatori.

Musei virtuali con Google Art Project

Vi piacerebbe visitare in un solo giorno i musei più importanti del mondo, gratis e restando comodamente seduti a casa vostra, con centinaia di opere d’arte a disposizione? Ebbene, oggi è possibile grazie a Google Art Project.

In pratica un gruppo di sviluppatori di Google ha utilizzato la tecnologia Street View per permettere la navigazione virtuale all’interno delle sale di 17 importanti musei del mondo, dall’Hermitage di San Pietroburgo al palazzo di Versailles, dal Moma di New York alla galleria degli Uffizi a Firenze.

Ad oggi è possibile ammirare circa 1000 capolavori di circa 400 artisti, ma Google ha già fatto sapere di avere in agenda l’aggiunta di nuove opere e nuovi musei.

Grazie alla tecnologia “gigapixel”, i visitatori virtuali possono ammirare le opere presenti in ognuno dei 17 musei selezionati in alta risoluzione. Inoltre ogni visitatore può crearsi la propria personale galleria di capolavori, una sorta di playlista artistica, che può poi condividere con gli amici su facebook

Un doodle per l'anniversario di Jorge Luis Borges

Con il doodle odierno Google omaggia uno dei più grandi scrittori e poeti del XX secolo: Jorge Luis Borges, nato a Buenos Aires il 24 agosto 1899 e morto a Ginevra il 14 giugno 1986. Il doodle richiama il contenuto di alcune opere di Borges, al confine tra tesi filosofiche e classici fantastici. Scorrendo il mouse su di esso si legge: “112° anniversario della nascita dello scrittore Jorge Luis Borges” mentre cliccandoci sopra si ottengono i risultati della chiave di ricerca Jorge Luis Borges.

Borges ha lasciato la sua grande eredità in tutti i campi della cultura moderna, persino in quella pop, e molti sono gli scrittori che si sono ispirati alle sue opere: Italo Calvino, Umberto Eco, Leonardo Sciascia, Paul Auster…Proprio Umberto Eco, ne “Il nome della Rosa“, chiamò Jorge da Burgos il bibliotecario, ammettendo poi nelle note del libro che il nome si riferiva allo scrittore argentino. Inoltre Borges ha influenzato anche autori di fumetti come Alan Moore e Grant Morrison (che lo cita indirettamente in un episodio della Doom Patrol) e cantautori come Francesco Guccini e Roberto Vecchioni

Ma che cosa penserebbe delle nuove tecnologie lo scrittore oggi omaggiato da Google con uno dei suoi celebri doodle? Certamente non gli piacerebbero, parola di María Kodama, la sua discepola e moglie: "Se fosse vivo oggi Borges non utilizzerebbe le nuove tecnologie" rivela Kodama perché, - spiega la scrittrice e traduttrice argentina - non aveva nemmeno la televisione e l'ultima volta che ci si sarebbe seduto di fronte fu quando l'uomo ha raggiunto la luna

Altro che Google

lunedì 22 agosto 2011

Un trucco per evitare truffe in caso di acquisti online: controllate la partita IVA

Un modo per evitare di incappare in truffe e per incorrere in guai con la legge in caso di acquisti online è verificre che il sito da cui volete acquistare sia legale e che abbia una regolare partita iva sull’sito dell’ agenzia delle entrate a questo indirizzo. Ricordate: se il sito non espone la partita IVA non è assolutamente affidabile.




venerdì 19 agosto 2011

Come mettere online il vostro sito senza spendere un cent

Volete mettere online il vostro bellissimo sito senza spendere un occhio della testa? Niente paura, in rete molti portali offrono la possibilità di ospitare siti Internet del tutto gratuitamente!!

Certo, a fronte della gratuità del servizio di hosting, dovrete patire delle limitazioni: ad esempio, questi portali non offrono la registrazione del dominio di primo livello, per cui il sito apparirà come www.miosito.servizio_hosting.suffisso; non sempre poi consentono di ospitare siti nei quali il funzionamento dipenda da un database e funzioni con mysql, non ammettono che uno spazio web sia utilizzato esclusivamente come archivio di dati, siano essi foto, musica, video o semplici documenti di testo. Se però il vostro è un semplice sito in HTML non avrete problemi.

Che ci guadagnano questi portali a ospitare gratuitamente il vostro sito? Vengono ripagati dalla possibilità di aumentare il traffico sul portale grazie al numero di utenti che visitano le pagine ospitate.

Il principale servizio attivo in Italia è Altervista.org. Nel servizio gratuito offre non solo spazio ma include anche email WEB, strumenti per il CSM e per la gestione delle statistiche, hosting FTP e hosting PHP. In più, offre anche strumenti per la realizzazione di un sito di buon livello, così potrete evitare di acquistare costosi programmi per il design. Se poi il sito che hostate su Altervista ha successo, potrete passare alla versione a pagamento. In tal caso a una cifra realmente modica potrete avere un dominio di primo livello.

Le alternative

Xoom.virgilio.it - offre un servizio simile ad Altervista: la possibilità di creare siti, anche questi senza dominio di primo livello, e una serie di tools che oltre a essere completa e affidabile è facilmente gestibile anche da di chi non mastica di grafica o programmazione.

Digilander.libero.it rispetto ai due precedenti, offre un servizio decisamente più spartano. Il bello è che riporta l’avvertenza che la pubblicazione del sito per “motivi di sicurezza” dovrebbe avvenire via web attraverso un collegamento con un provider certificato.Come dire: io il servizio di pubblicare gratuitamente il vostro sito ve lo offro ma meglio che vi scegliete un provider diverso!!

Webspace.tiscali.it offre spazio gratuito nel portale ma esclusivamente agli utenti dei servizi del provider.