lunedì 30 maggio 2011

Italia impreparata agli attacchi informatici

La Cina starebbe rivolgendo da tempo attacchi sistematici contro i sistemi informativi governativi e militari dei rispettivi Paesi. E non è una novità neppure il fatto che alcune organizzazioni terroristiche considerino la cyberwar come un efficace strumento di combattimento non convenzionale. Diversi Governi occidentali hanno da tempo approntato delle task-force specializzate per difendersi da tali attacchi, ed hanno varato programmi di readiness con l’obiettivo di innalzare il livello di guardia delle proprie organizzazioni contro queste minacce. L’Italia tuttavia non sembra particolarmente impegnata su questo fronte: mi pare infatti che di concreto si sia fatto ben poco, al di là di qualche sporadica ed effimera conferenza sulla protezione delle infrastrutture critiche. D’altronde ricordo che solo pochi anni fa un ministro elogiava la robustezza delle infrastrutture italiane in quanto, essendo ancora sostanzialmente basate su tecnologie primitive e non essendo interconnesse tra loro, risultavano di fatto immuni ai troppo sofisticati cyberattacchi moderni
(Corrado Giustozzi, esperto di sicurezza informatica, privacy, crittografia e criminalità informatica)

WinPcap

Libreria open source per l’analisi del traffico di rete sviluppata dal Politecnico di Torino e affermatasi, per le sue prestazioni e la sua versatilità, come standard de facto nel settore degli strumenti di analisi di rete per ambienti Windows.

In pratica questa libreria aggiunge funzionalità di cattura e di analisi di rete ai sistemi operativi Windows, aprendo la strada all’uso dei sistemi operativi Microsoft in un campo che in precedenza era appannaggio esclusivo del mondo Unix.

I meriti di WinPcap: ha permesso l’accesso di basso livello alla rete su sistemi Windows. Inoltre, la compatibilità a livello di API di WinPcap con altri sistemi come Linux o BSD, ha permesso l’utilizzo in ambiente Windows di numerosi tool di ambiente Unix, favorendo in tal modo lo sviluppo di applicazioni multipiattaforma

Ridimensionare gratis immagini e foto con Photoscaler senza bisogno di installare nulla

Per ridimensionare le immagini non serve saper utilizzare Photoshop o s complessi programmi a pagamento. PhotoScaler è un software freeware che consente di ridimensionare le immagini senza fare troppa fatica. Per selezionare le foto da ridimensionare basta trascinare sulla finestra del programma con un semplice drag and drop. Le immagini possono essere ridimensionate specificando le dimensioni in percentuale o, in alternativa, specificando i pixel esatti. Il programma consente anche di scegliere l'algoritmo utilizzato nel ridimensionamento e il filtro del colore da applicare eventualmente alle foto. PhotoScaler è un software standalone e quindi è possibile portarlo sempre con sé

PhotoScaler è scaricabile al seguente indirizzo:
http://xylemstudios.com/products/photoscaler.php


venerdì 27 maggio 2011

Come scaricare e salvare filmati in streaming

Il termine streaming identifica un flusso di dati audio/video trasmessi da una sorgente a una o più destinazioni tramite una rete telematica. Questi dati vengono riprodotti man mano che arrivano a destinazione. (wikipedia)

In soldoni, esistono 2 tipi di streaming: Streaming on demand e Streaming live.Lo “streming live” fa riferimento alla trasmissione in diretta di contenuti multimediali; lo “streaming on demand” offre la possibilità di richiedere la fruizione dei contenuti multimediali, disponibili, compressi, su un server web.

Esistono diversi protocolli per lo streaming; i più diffusi sono l’RTSP e l’MMS.
La maggior parte dei video online utilizzano il protocollo RTSP, conosciuto e che non presenta particolari problemi. Ma alcuni servizi, come rai click, utilizzano il protocollo MMS non supportato dalla maggior parte dei programmi che catturano stream.

Il principio generale è semplice: Qualsiasi cosa tu veda nello schermo, puoi prenderla! (tradotto: se il computer sta mostrando un filmato significa che il filmato è già sul computer, basta trovarlo)

Cosa ci serve per scaricare un contenuto in streaming?
1. L’url del contenuto (filmato o audio)
2. Il software

1. Il metodo più semplice per trovare l’url del filmato è installare l’add-on di Firefox: Download Embedded .
2. Ottenuto l’url del file abbiamo bisogno del software. Inutile farvi la lista dei software disponibili; invece ve ne presento solo due, ma con la garanzia di riuscire a scaricare tutto.

Il primo, più conosciuto, è Net Transport (http://www.net-xfer.com/default.htm) . Disponibile in versione di prova per 30 giorni, permette il download dei contenuti principalmente con protocollo RTSP. Il funzionamento è semplice: basta cliccare su “Nuovo”, inserire l’url del contenuto preso in precedenza, la cartella di destinazione e premere “Ok”.
Sebbene Net Transport faccia bene il suo dovere, mi sono imbattuto in alcuni filmati che usavano il protocollo MMS non catturabili con la maggior parte dei software.

Ma, continuando nella ricerca, ho scoperto un programmino eccezionale: WebVideoCap (http://www.nirsoft.net/utils/web_video_capture.html) .
Questo software, gratis, permette di scaricare contenuti RTSP/MMS direttamente mentre li visualizziamo!
Ci basterà premere su “Start Capture” e andare su qualsiasi pagina visualizzi contenuti straming; webvideocap automaticamente li scaricherà a pacchetti proprio mentre li stiamo visualizzando.

Fonte:
http://web.splesh.net/software/catturare-tutti-contenuti-in-streaming/

Nag Screen

Con il termine Nag Screen (chiamato anche begware, annoyware o nagware) si intende la finestra di un'applicazione per PC che si apre durante l'esecuzione dell'applicazione stessa, od al suo avvio.

All'interno sono presenti crediti dell'autore relativi al software oppure nel caso delle applicazioni shareware, ricorda all'utente la necessità di comprare il prodotto definitivo. Questi messaggi possono apparire in forma di finestre che oscurano parte dello schermo, e possono essere chiuse, permettendo all'utente di utilizzare l'applicazione, soltanto dopo alcuni secondi.

Nell'immagine sotto, il famosissimo nag screen targato Microsoft con cui casa Redmond segnala periodicamente all’utilizzatore del software che “Questa copia di Microsoft windows non è autentica“. In pratica Microsoft controlla periodicamente online la correttezza e validità del numero di licenza inserito al momento della installazione e mostra questa risposta all’utente. Quando ci si logga in un sistema che possiede una copia del software illegittima viene mostrata una scherma di errore. A questo punto l’utente può provvedere ad acquistare una copia legittima del software o vedersi propinare di volta in volta un messaggio di errore dietro l’altro nella barra delle applicazioni con un cordiale avviso che annuncia che “potremmo essere vittime della contraffazione del software”.

giovedì 26 maggio 2011

Applicare una password a un documento PDF

Per farlo si può utilizzare un programma gratuito ed Open Source. Il programma in questione si chiama PDFCreator, e permette di creare un file PDF partendo da un qualunque documento utilizzando una stampante virtuale.

Una volta creato il file pdf cliccare sul pulsante Opzioni presente nell’ultima schermata che ci propone PDFCreator prima di salvare il pdf.






















A questo punto nella scheda laterale Formato cliccate sul link PDF,
















e scegliete poi la scheda Sicurezza






















Per proteggere il documento PDF che state salvando dovete abilitare tutte le opzioni che vedete indicate nell’immagine qui sotto, e cliccare poi sul pulsante Salva. Come vedete oltre alla password potete attivare altre restrizioni, ad esempio è possibile impedire la stampa e la modifica del file PDF, impedire la copia di testo ed immagini e la modifica dei commenti.






























Dopo aver cliccato sul pulsante Salva tornerete nella schermata precedente di PdfCreator, dove dovrete utilizzare nuovamente il pulsante Salva per creare il documento in questione.




















Prima che il documento PDF venga salvato vi verrà chiesto di inserire le password necessarie per leggere o modificare il documento pdf. Cliccando sul pulsante OK il PDF verrà creato. Alla sua apertura il documento non sarà leggibile se non viene inserita la password da voi scelta









martedì 24 maggio 2011

Stampanti e fotocopiatrici ci spiano

Da tempo ormai le stampanti non sono più un semplice congegno elettromeccanico privo di capacità elaborativa autonoma e quindi totalmente asservito ai comandi del PC. Il progresso tecnologico le ha trasformate in dispositivi multifunzionali “intelligenti” in grado addirittura di rifiutarsi di acquisire un’immagine che non gli piace. Le stampanti di oggi infatti sono dotate di potenti microprocessori e di firmware sempre più complessi e sofisticati, nei quali i produttori inseriscono funzioni di utilità sempre più “avanzate”. Si tratta di solito di specifiche funzionalità di “sicurezza”, che però possono trasformarsi in meccanismi di controllo del comportamento degli utenti o addirittura di prevenzione contro attività “indesiderate”




Si pensi ad esempio al software per la gestione documentale uniFLOW Output Manager della Canon, progettato per il controllo e la gestione di stampanti multifunzionali di rete e dotato di numerose funzionalità addizionali di utilità e sicurezza. Attraverso una di queste, denominata “Enhanced Security”, la stampante è in grado di catturare automaticamente l'immagine completa di ogni stampa, copia, fax o scansione, poi tramite un processo di scansione OCR, legge i contenuti di ogni documento elaborato per verificare la presenza di determinate parole chiave predeterminate dall’amministratore del sistema nei testi acquisiti, copiati o inviati alla stampa. Se da questo controllo nel testo del documento vengono trovate parole che l'amministratore di sistema ha stabilito essere "sensibili", la stampante impedisce la stampa/copia/scansione del documento e avverte prontamente l’amministratore spedendogli una copia sulla sua mailbox. Se invece il documento supera il controllo, la stampante ne consente l’elaborazione. Attraverso questo sistema l’amministratore può tenere sotto stretto controllo tutti lavori di stampa, scansione, copia e fax eseguiti sulle fotocopiatrici multifunzione collegati nella Intranet locale dell’azienda.


Una soluzione utilissima in ambienti di massima sicurezza dove è indispensabile evitare fughe di notizie ma la cui applicazione in paesi come l’Italia potrebbe configurare per il datore di lavoro una serie di illeciti, dalla violazione della privacy a quella dello Statuto dei Lavoratori, con conseguenze sul piano civile e penale. Fatto è che, trattandosi di un prodotto normalmente in commercio, è utilizzabile anche da una normale piccola azienda, che in tal modo potrebbe controllare i propri dipendenti in maniera assolutamente illegale laddove non ci fossero reali ed oggettive esigenze di sicurezza. In fondo chi mai all’interno dell’azienda controllerà l'effettivo utilizzo di queste funzioni?


Ma per violare la privacy, la riservatezza dei dati o addirittura la sicurezza nazionale di un Paese non ci vuole necessariamente una stampantona megagalattica: basta una fotocopiatrice. Certo, non una fotocopiatrice qualsiasi, ma una di quelle moderne fotocopiatrici multifunzione aziendali, che ormai si trovano in tutti gli uffici, anche quelli più piccoli. Forse non ci avete mai riflettuto, ma queste fotocopiatrici in realtà sono veri e propri computer specializzati, composti da uno scanner, una stampante laser e un hard disk interno. Questo hard disk è fondamentale per il corretto utilizzo delle funzionalità sofisticate della fotocopiatrice: esso infatti serve ad archiviare in modo più o meno permanente le copie effettuate cosicchè l’utente possa ristamparle in seguito senza dover nuovamente scandire l'originale oppure può iniziare una scansione mentre sono ancora in stampa le copie della scansione precedente. L’hard disk serve inoltre ad archiviare le scansioni in cartelle locali suddivise in base all’utente o al tipo di lavoro, e comunque a gestire funzioni di utilità quali accodamenti, invio per e-mail o fax dei documenti, stampe differite, e così via.

Ora dite la verità: quanti di voi, utenti finali, nel fare una fotocopia hanno mai pensato al fatto che una copia digitale del vostro originale viene conservata sull’hard disk della fotocopiatrice? E che sulla permanenza di tale copia nella fotocopiatrice voi non avete alcun controllo?
Da tener presente anche che gli hard disk di queste fotocopiatrici sono comunissimi dischi PATA o SATA, di quelli utilizzati nei pc, formattati con i tipici file system con cui si formattano i dischi dei computer (FAT o Ext2), e le immagini sono memorizzate in formati standard (JPG, PNG, TIFF, PDF) senza alcun utilizzo di crittografia o altro tipo di protezioni contro gli accessi indesiderati ai dati. In pratica, i dati contenuti su questi dischi possono essere letti con estrema facilità da chiunque acceda fisicamente ad essi. Le conseguenze? Pensate all’ipotesi di un'azienda che manda in assistenza una sua copiatrice multifunzione, oppure la vende o la restituisce al proprietario al termine di un contratto di noleggio. In tutti questi casi la macchina porta con sé, fuori dell'azienda e all'insaputa di quest'ultima, le copie di tutti i documenti elaborati in tempi più o meno recenti, mettendole nella completa disponibilità del centro di assistenza o del nuovo proprietario della fotocopiatrice. Il problema non è solo teorico ma reale e riguarda tutti, in ultima analisi la stessa sicurezza nazionale. Esagerazione? Tempo fa una troupe della CBS ha acquistato da un grande centro nazionale di rivendita di copiatrici multifunzione usate tre unità a caso, ed è andata poi a spulciare sui rispettivi hard disk. Dalla ricerca sono spuntati cartelle cliniche di centinaia di pazienti, documenti di polizia riservati, perfino i piani di costruzione di edifici a Ground Zero!!!

Ma anche in piccolo il problema della riservatezza e delle sicurezza dei dati rimane non meno importante: a chi non è mai capitato di aver portato a fotocopiare la propria carta di identità o il proprio codice fiscale in una cartolibreria? Ebbene, sappiate che avete lasciato una copia digitale dei vostri documenti nelle sue macchine!!!!!


A seguito del clamoroso servizio televisivo della CBS, alcuni costruttori, Xerox e Canon in testa, hanno iniziato a mettere in commercio prodotti accessori per la crittografia degli hard disk o la cancellazione programmata delle immagini archiviate. Soluzioni però che oltre a non essere adeguatamente proposte agli utenti finali, sono kit opzionali da acquistare separatamente e pagandoli cari arrabbiati. Quindi soluzioni che lasciano il tempo che trovano