mercoledì 20 luglio 2011

Tulalip: il Social Network di Microsoft!

Microsoft ha intenzione di entrare nel campo dei social network. A svelare il segreto un errore che ha messo per qualche ora online la piattaforma che a tal proposito sta preparando l'azienda di Redmond.

Dalle prime indiscrezioni però sembra che più che un vero Social Network si tratti di un Social Search,cioè condividere in modo più semplice le proprie ricerche,ovviamente effettuate con il motore di casa Microsoft Bing!

Il nome del social network targato Microsoft sarebbe Tulalip.
Il nome è stato scelto in onore alla tribù che popolava la zona in cui risiede la sede storica di Microsoft!

A quanto s’è visto nelle poche ore online vi sono presenti nell’interfaccia anche due pulsanti di Login per Facebook e Twitter proprio per metter in risalto che la sfida è stata lanciata a Google+!

Intanto Google festeggia il superamento dei 10 milioni di utenti al suo Social Network!

Chi vincerà?!

lunedì 18 luglio 2011

I social network ci spiano

I social network ci spiano e violano la nostra privacy. Questo in sostanza il risultato dell'inchiesta pubblicata dal Wall Street Journal sull'impiego delle informazioni raccolte mediante i social widget, ossia i pulsanti Like (Mi piace nella versione italiana) di Facebook, Tweet di Twitter e Buzz di Google.

Se usate almeno una volta al mese i widget di Facebook o di Twitter, i siti continueranno a raccogliere i dati di navigazione, anche dopo che avrete chiuso il browser.
L'unico modo per fermare la raccolta di informazioni è quello di fare il logout dal proprio account del social network. Facebook, Twitter, Google e tutti gli altri siti social che forniscono pulsanti di widget sostengono di non utilizzare i dati di navigazione così raccolti per monitorare gli utenti.

In dettaglio, Facebook dichiara di usarli solo per fini pubblicitari e di cancellarli entro 90 giorni, Google addirittura sostiene che il proprio servizio Buzz fornisca informazioni non riconducibili agli utenti e di cancellare i dati raccolti entro due settimane, Twitter dice di non usarli per niente e comunque di eliminarli "rapidamente".

I responsabili della raccolta dei dati relativi alle attività di navigazione degli utenti di Facebook hanno spiegato che il widget deve per forza poter individuare l'utente che lo ha selezionato per mostrare ai suoi amici il contenuto che gli è piaciuto.

Preoccupazioni hanno espresso i sostenitori della privacy davanti alle informazioni pubblicate dal Wall Street Journal, sostenendo che queste procedure violano la privacy degli utenti. Peter Eckersley, tecnico della Electronic Frontier Foundation, un gruppo di difesa della privacy, ha reagito a questa inchiesta dichiarando che "le nostre abitudini di lettura online svelano tutto quello che stiamo pensando, opinioni politiche e religiose, salute e problemi personali. Con questo sistema è come avere sempre una spia invisibile dietro alle spalle".

Internet è la più grande macchina per spiare il mondo (Julian Assange)

Il ruolo dei social media nei recenti disordini in Libia, in Tunisia e in Egitto, è di fondamentale importanza. In questi tragici avvenimenti, il fatto di poter comunicare grazie ai blog, a Twitter, a Facebook o agli sms ha contribuito a diffondere nel mondo le notizie delle rivolte in tempo reale ed ha giocato anche il ruolo importante del passaparola tra gli internauti e i manifestanti. Lo sanno bene i dittatori dei paesi in rivolta, tant’è vero che una delle prime misure da essi prese contro i manifestanti è stato il blocco dell’accesso al web

Tuttavia Internet non è solo “una tecnologia che favorisce la libertà di parola“, o “una tecnologia che aiuta i diritti umani“. È anche è “la più grande macchina di spionaggio che il mondo abbia mai conosciuto, ed è un ostacolo per la libertà di parola”, parole di Julian Assange duranteun discorso agli studenti dell’Università di Cambridge.

C’era già stata una rivolta al Cairo tre o quattro anni fa, ha spiegato Assange. Una piccola rivolta, ed in quel caso proprio Facebook venne usato per arrestare i partecipanti. Così mentre internet ci ha dato la possibilità di conoscere cosa fanno i governi, viene utilizzato a sua volta per spiare cosa fanno gli utenti. Le tecnologie possono quindi aiutare i regimi per controllare cosa fanno o pensano i propri abitanti, “una tecnologia che può essere usata da un regime totalitario, in un modo mai visto in passato“

Pensieri che si contraddicono, solo all’apparenza. I social network infatti sono strumenti bellissimi, straordinari, ma da utilizzare con la massima attenzione. Far sapere agli altri cosa ci accade o cosa pensiamo, può essere stimolante, ci può far conoscere realtà insospettabili. Ma nello stesso tempo tutto ciò che facciamo o diciamo sul web può essere usato contro di noi. In maniera talvolta innocua, in altre traumatica.

La verità è che internet, così come ogni strumento, può essere usato a fin di bene, o per scopi nefasti. Dipende da noi…

venerdì 15 luglio 2011

Facebook e l'ingigantimento delle notizie

Su facebook sta correndo questo appello:

ATTENZIONE, AVVISO IMPORTANTE!!! Avviso importante per tutti i genitori, nestlè sta chiedendo a tutti di restituire tutti gli alimenti per bambini alle banane con scadenza 2012; possono contenere pezzi di vetro. Copia e incolla per tutte le madri e per la sicurezza dei bambini Codice a barre 761303308973, anche se non sei un genitore copia ed incolla sulla tua bacheca puoi salvare una vita.


La Nestlé ha in effetti pubblicato online un avviso di questo genere, che però:

  1. Riguarda un solo prodotto Nestlé (P'tit Pot, nella foto);
  2. Riguarda un lotto venduto solamente in Francia;
  3. Riguarda un lotto ben preciso, L 10980295, il cui codice a barre è molto simile a quello indicato nell'appello (l'appello scrive 761303308973, Nestlé scrive 7613033089732 ossia con un "2" in più in coda);
  4. Non riguarda tutti i prodotti con scadenza 2012, ma soltanto i P'tit Pot con scadenza ottobre 2012 del lotto L 10980295.
Il ritiro è dovuto al fatto che un consumatore – uno solo - in Francia ha trovato un pezzo di vetro in un vasetto. Tanto è bastato perché su facebook la notizia si ingigantisse oltre misura e fuori di ogni controllo. Una specie di battito d’ali d’una farfalla trasformatosi in un tornado…

Un consiglio a tutti gli utenti di facebook: prima di copiare e incollare sulla vostra bacheca di facebook annunci di qualsiasi tipo, verificatene sempre la fonte e la veridicità. Altrimenti c’è il rischio che diventiate inconsapevolmente e in buona fede complici di troll, nullafacenti, malintenzionati che si servono di facebook e dei social netwirk per diffondere annunci fasulli, allarmistici e scemi



Adesso scusatemi, ma devo andare a prendere l'astronave stellare per salvare i bambini della Terra dalle banane della Nestlè!

La posta elettronica inquina

Avreste mai immaginato che inviare una e-mail inquina? Eppure è così! E’ quanto emerge da uno studio dell’Agenzia francese per l’ambiente ed il controllo energetico (Ademe), riportato dal quotidiano francese Le Parisien. Gli esperti dimostrano per la prima volta che tra il click di invio e la ricezione di un messaggio nella casella di posta elettronica, vengono emessi CO2 e gas a effetto serra. Precisamente una mail di 1 mega equivale a 19 grammi di CO2. Se vengono aggiunti per conoscenza altri dieci destinatari, allora l’impatto ecologico dell’email deve essere moltiplicato per quattro. L’Ademe spiega al quotidiano Le Parisien che questo é dovuto al fatto che la mail, una volta inviata, viene copiata una decina di volte dai diversi server che si occupano di inoltrarla nella rete, fino a destinazione.

Ad ogni passaggio viene consumata la stessa quantità di elettricità. Inoltre più la e-mail è pesante, per esempio se ci sono allegati (che in più verranno stampati), più inquina. Le Parisien ricorda che sono 250 miliardi le e-mail inviate in media ogni giorno nel mondo, di cui l’80% sono spam, ossia messaggi di posta indesiderata. Nel 2013 l’Ademe stima che si potrà persino sorpassare la cifra di 500 miliardi di e-mail quotidiane. Per quanto riguarda la Francia, l’impiegato di un’azienda di oltre 100 persone riceve in media ogni giorno 58 mail e ne invia a sua volta 33, che pesano in media 1 mega. Se si contano 250 giorni lavorativi all’anno, questo corrisponde a 13,6 tonnellate di CO2 emesse.

Fonte:
www.ansa.it

Il Web tra libera espressione e troppa spazzatura

Dal Nono Rapporto Censis/Ucsi su come gli italiani si informano "nell'era digitale":




L’83,8% del campione riconosce a Internet il merito di permettere a chiunque
di esprimersi liberamente. Al tempo stesso, l’83,3% lamenta il fatto che nel web
circola troppa “spazzatura”, riferendosi a blog e video fatti in casa. Quello
che viene riconosciuto come il merito principale della rete si trasforma nel suo
più grande limite: permettere a tutti di esprimersi liberamente fa sì che sulla
rete circoli anche materiale di dubbia qualità
Google + (si pronuncia "Google Plus"), è un social network fondato da Google che consente di condividere foto, messaggi e commenti integrando anche i servizi tradizionali di Google e una chat video. Il debutto di Google+ viene visto come un nuovo tentativo di competere con Facebook, che oggi dichiara oltre 500 milioni di utenti, dopo i flop di Google Buzz e Google Wave.

Alcuni commentatori, come il vignettista Randall Munroe di Xkcd.com, hanno liquidato scherzosamente Google+ con una battuta: è come Facebook, ma non è Facebook. In altre parole, Google+ sarebbe meno intrusivo e meno complicato e ricco di trappole antiprivacy rispetto al rivale, basandosi su "cerchie" (Circles) di amici, grazie alle quali sarebbe più facile condividere informazioni solo con gruppi specifici di conoscenti.

Iscriversi per ora è possibile solo su invito da parte dei privilegiati che hanno ricevuto a loro volta un invito da parte di Google: una scelta progettata per creare interesse e curiosità, che però ha scatenato subito i truffatori della Rete, che stanno creando siti e mail-esca che promettono inviti a Google+. Se ricevete un invito, verificatelo con il mittente, altrimenti state alla larga.

Fonte:
http://retetre.rtsi.ch/index.php?option=com_content&task=view&id=3736&Itemid=62