domenica 9 maggio 2010

Vista, come faccio a modificare il browser predefinito?

In Pannello di controllo scegliere Programmi predefiniti












Nella finestra successiva scegliere Impostazioni accesso ai programmi



Nella finestra seguente è possibile scegliere tra tre tipi di configurazione per specificare i programmi predefiniti. Scegliere la configurazione Personalizzata



Nella finestra seguente, è possibile scegliere il browser predefinito. Avendo io installato IE e Mozilla Firefox, il sistema mi chiede di scegliere tra queste due browser


sabato 8 maggio 2010

Come è possibile che escano edizioni in Blu-ray dei classici?

Negli ultimi anni si è particolarmente sviluppato il mercato dei titoli cinematografici in Blu-ray. Tuttavia se rieditare in alta definizione le ultime novità così come i titoli cinematografici più recenti non è affatto difficile, più complicato si potrebbe pensare che sia la rieditazione in alta definizione dei classici. Molti pensano che un classico in edizione Blu-ray sia semplicemente un DVD riversato su “disco blu”. In realtà non è così. Infatti per realizzare un titolo in alta definizione la casa produttrice non parte dal master DVD (men che meno dalla VHS) ma dall’originale in 35 millimetri, che ha una risoluzione “fotografica”, decisamente superiore a quella dell’alta definizione: 4000 x 3000 punti orizzontali (ossia 4 K): la stessa risoluzione dei proiettori digitali da cinema!!!

giovedì 6 maggio 2010

Vista, è possibile togliere lo standby automatico?

Togliere lo standby automatico può essere necessario quan do ad esempio vogliamo utilizzare il computer nottetempo (ossia quando noi siamo a nanna) e impedire che l'entrata in funzione dello standby blocchi l'esecuzione delle attività del computer (si pensi ad esempio a una scansione antivirus oppure al download di file tramite emule).

Per togliere lo standby automatico fare così:

clic destro sull'icona della batteria (supponiamo stiate utilizzando un portatile) in basso a destra...







Appare il seguente menu contestuale, dal quale bisogna scegliere Opzioni risparmio energia:








Nella finestra successiva (vedi figura sotto), scegliere Modifica le impostazioni di combinazione.











Nella finestra che appare, utilizzare il menu a tendina per stabilire dopo quanto tempo di inattività il computer deve entrare in modalità di sospensione


venerdì 30 aprile 2010

Insulta la ex su Facebook, il giudice: «Danno da 15mila euro»

Galeotto fu il commento e chi lo pose. A volte Facebook può essere un boomerang e tornare indietro. Oltre che costare caro. Altro che valvola di sfogo dove affidare i propri commenti a ruota libera. Le pagine web come un giornale e una stupidaggine di troppo può costare anche una condanna. Ne sa qualcosa un impiegato trentenne brianzolo che aveva approfittato del socialnetwork più diffuso al mondo per vendicarsi della sua ex. Una frase, un commento un po’ spinto ad una fotografia “postata” dalla sua ex fidanzata nella pagina visibile agli utenti amici della ex coppia e una causa in tribunale. Il passo è stato più che breve. Un insulto pesante, una vendetta che è costata cara all’autore. Ora l’amante respinto dovrà mettere mano al portafoglio pagando alla donna 15mila euro. Somma che il magistrato monzese ha stabilito spettare alla donna a titolo di risarcimento per il danno morale arrecato dall’ex fidanzato. Lo ha stabilito il giudice Piero Calabrò della Tribunale civile di Monza che ha accolto la richiesta di risarcimento avanzata un anno fa dalla ex fidanzata. Una sentenza destinata a fare giurisprudenza dal momento che la rete e in particolare Facebook è sempre stata considerata una prateria dove tutto o quasi è possibile. Nelle motivazioni il giudice ha sottolineato che il commento affidato a Facebook rappresenta "una lesione dell'onore, della reputazione e del decoro" dell'ex fidanzata. In base a questo il giudice ha deciso che la donna ha subito un danno morale soggettivo inteso come "turbamento dello stato d'animo della vittima del fatto illecito, vale a dire come complesso delle sofferenze inferte alla danneggiata dall'evento dannoso, indipendentemente dalla sua rilevanza penalistica".

Fonte:
Il Giornale
venerdì 30 aprile 2010

http://www.ilgiornale.it/milano/monza_insulta_ex_facebook_giudice_danno_15mila_euro/30-04-2010/articolo-id=441837-page=0-comments=1

domenica 4 aprile 2010

La Rete sta diventando un Puzzle e l' iPad fa vedere solo alcuni Pezzi

«L' età dell' oro di Internet si avvia verso il tramonto, prepariamoci per lo Splinternet». Sembra una profezia di Nostradamus quella della frantumazione del web (il termine splinter nel dizionario di inglese sta per frammento, scheggia). Soprattutto alla vigilia del lancio dell' oggetto che si candida già a prodotto tecnologico di maggior successo del 2010: da domani l' iPad, il camaleontico tablet della Apple, a metà tra un iPhone, un computer e un eBook, sarà in vendita in 221 negozi Usa. Ma il commento di Josh Bernoff che ha battezzato il nuovo fenomeno spiega bene proprio ciò che sta avvenendo con il successo di prodotti come il Kindle, il lettore digitale di libri della Amazon, gli smartphone, i tablet pc e l' ormai classico iPod. Nonostante la sempre maggiore diffusione di prodotti connessi al Web, la fruizione dei contenuti si sta trasformando in un puzzle di cui possiamo vedere solo alcuni pezzi. Insomma, non ci sono più le praterie libere, la libertà anarchica che ha caratterizzato l' età dell' oro del web, ma delle belle autostrade dal cui percorso non possiamo deragliare. Un esempio lampante è il Kindle: è connesso al web, ma in sostanza porta solo sulla piattaforma di Amazon per acquistare i loro libri. Stessa storia per l' iPod e il mercato musicale di iTunes. In realtà lo scontro è tra due grandi modelli (di business): da una parte quello di Google del tutto gratis - leggi tutto pagato dagli spot online -, dall' altra quella della Apple, dove si paga. Dunque, più banalmente la questione è una delle più antiche del mondo: money. Denaro. Per intaccare la filosofia apparentemente «anti capitalistica» del tutto gratis le società stanno frammentando il web. Con il risultato, apparentemente paradossale, che il tutto è gratis, mentre una parte del tutto si paga. Certo non è così banale: per far pagare quella parte bisogna puntare sulla qualità. La musica sul web c' era, e si poteva piratare gratis. La Apple e altre aziende sono riuscite a farla pagare. Ma - in compenso - il risultato per le nostre orecchie è stato il ritorno a standard di suono accettabili.

Massimo Sideri
Corriere della Sera - 2 aprile 2010 Pagina 18-

sabato 6 febbraio 2010

Facebook sfasciafamiglie

Facebook messo al bando da una fatwa egiziana perchè sarebbe una minaccia alla moralità familiare e dei giovani e sarebbe una delle cause dei divorzi.

Ad emettere la fatwa lo sceicco Abdel Hamid ad Atrash, ex presidente della commissione per la fatwa dell'università islamica di al-Azhar, un religioso egiziano, che avrebbe emanato il provvedimento dopo essere venuto a conoscenza dei dati emersi da uno studio diffuso nel Paese arabo secondo cui il successo di Facebook va di pari passo con il numero dei divorzi tra le famiglie musulmane.

"Già la precedente commissione islamica di al-Azhar da me presieduta aveva discusso del fatto che Facebook avesse causato un notevole aumento dei tradimenti tra le coppie egiziane - spiega al-Atrash -. Si tratta di uno strumento che distrugge la famiglia perché spinge il coniuge ad avere rapporti contrari alla Sharia con altre persone. Mentre uno dei due è impegnato al lavoro, l'altro chatta con un estraneo sprecando il suo tempo libero e compiendo un'azione contraria alla legge islamica. Questo strumento mette in pericolo la famiglia nella società musulmana".

E i sociologi egiziani hanno dimostrato che almeno un caso di divorzio su cinque nel Paese arabo è stato causato dal social network o comunque da un tradimento iniziato online. Un buon motivo, secondo il religioso, per mettere al bando uno strumento di crescita, su più fronti, mondiale come Internet.

Facebook: sei anni e 400 milioni di utenti. Ma a rovinare la festa... il rischio malware

Facebook spegne sei candeline e lo fa nel migliore dei modi: sta per tagliare il traguardo dei 400 milioni di utenti in tutto il mondo!! Felicissimo ovviamente Mark Zuckerberg, il fondatore, già da tempo nella categoria dei miliardari grazie alla sua creatura.

Oggi sono oltre 350 milioni coloro che hanno un profilo attivo su Facebook. Di questi circa 18 milioni in Italia. La metà degli iscritti accede al sito quotidianamente, 35 milioni aggiornano il proprio “status” ogni giorno e l’utente medio resta connesso giornalmente a Facebook per quasi un'ora .

A rovinare la festa a Zuckerberg però sono malware e spam. Gli attacchi virali e i messaggi spazzatura sono aumentati del 70% e proprio i due social site più popolari del momento, Facebook e Twitter, sono nel mirino dei cybercriminali: parla di Sophos nell'ultimo report sulla sicurezza relativo al secondo semestre del 2009.

Un numero sempre maggiore di persone scambia quotidianamente informazioni personali e dati sensibili sui social network – fanno notare da Sophos – e gli hacker hanno fiutato l’occasione anche perché troppi siti web 2.0 si preoccupano unicamente di consolidare la propria quota di mercato alle spese della sicurezza informatica. I dati parlano chiaro: il 57% degli utenti di social network ha ricevuto messaggi spam, il 36% si è visto recapitare malware. E la portata di attacchi, furti d’identità, spam e malware ai danni di social network e dei loro utenti sta assumendo proporzioni sempre più preoccupanti

Preoccupati anche i responsabili informatici delle aziende,che vedono nel comportamento dei propri dipendenti sui social network una grave minaccia per la sicurezza dei sistemi aziendali. Peccato però che - come rilevato da Sophos - nel 49% delle aziende (il 13% rispetto in più rispetto allo scorso anno) i dipendenti possano accedere del tutto liberamente a Facebook!!

Altro dato che non farà certamente piacere a Zuckerberg: alla domanda “Secondo lei quale social network costituisce la minaccia più grave per la sicurezza del suo pc?” il 60% degli intervistati ha risposto Facebook. Un’ombra che, se non oscura il successo planetario della creatura di Zuckerberg, certo non può essere sottovalutata.